La PL interviene a casa del professor Bassetti dopo esposto per schiamazzi, lui si lamenta sui social. Gambino: «Ha inveito contro gli agenti screditando il corpo»

L’assessore alla Sicurezza del Comune: «Dopo aver verificato da dove provenisse il frastuono, gli agenti hanno citofonato più volte senza esito poiché il volume dell’impianto stereo sovrastava il suono del campanello. L’ingresso è stato possibile solo a seguito della mediazione di un partecipante alla festa che si trovava nel giardino. Come da regolamento, è stato chiesto di limitare il rumore anche a fronte della presenza di una casa di riposo adiacente alla villa»

Matteo Bassetti ha recentemente lamentato in un video su Instagram l’intervento della Polizia Locale durante la festa di compleanno del figlio sedicenne. Alle 23:30, gli agenti lo avrebbero ammonito immotivatamente poiché a suo parere, ma non evidentemente dei vicini, la musica non era così alta e la strada deserta. Il professore ha poi accusato la Locale di seguire la “regola dei (molto) forti coi deboli e dei deboli coi forti” chiedendo in modo ironico se lo stesso tipo di trattamento sarebbe stato intrapreso anche nei vicoli e aggiungendo gravi accuse sulla gestione della sicurezza in città.
Il video si può vedere a questo link, sulla pagina Instragram di Bassetti: https://www.instagram.com/reel/DAo-3xItgoi/?igsh=MXZreXFmNTB6MWx6cA==
Tra l’altro, il video mostra in volto i lavoratori della Polizia locale intervenuti.
La replica dell’assessore alla Sicurezza e Polizia Locale del Comune, Sergio Gambino non si fa attendere: «Voglio rassicurare il professor Bassetti e tutti i cittadini che la Polizia Locale opera con equità e professionalità in ogni quartiere, senza distinzioni. L’intervento è avvenuto a seguito di un esposto in cui si lamentava l’impossibilità di riposo a causa del volume elevato della musica – specifica Gambino – La chiamata è giunta alla sala operativa della Polizia Locale alle 23:38 e gli agenti sono giunti sul posto a mezzanotte. Dopo aver verificato da dove provenisse il frastuono, hanno citofonato più volte senza esito poiché il volume dell’impianto sovrastava il suono del campanello. L’ingresso è stato possibile solo a seguito della mediazione di un partecipante alla festa che si trovava nel giardino. Come da regolamento, è stato chiesto di limitare il rumore anche a fronte della presenza di una casa di riposo adiacente alla villa. Il professor Bassetti ha reagito inveendo contro gli agenti e screditando il corpo della Polizia Locale nel video che tutti possiamo vedere».
È stato dunque applicato l’istituto dell’ammonimento di cui all’art 3bis del Regolamento di Polizia Urbana in combinato disposto con l’art. 33 comma 3 dello stesso che reca il divieto di disturbo e che impone di cessare la molestia prima di incorrere in una sanzione in caso di rifiuto.
«Quanto da lui affermato non solo può creare tensioni verso gli agenti e percezioni falsate, ma è anche estremamente scorretto a livello operativo: per quanto riguarda il centro storico a cui si fa riferimento nel video, infatti, la Polizia Locale ha intensificato i controlli per garantire sicurezza e decoro – prosegue Gambino -. Solo nell’ultima settimana, sono stati effettuati numerosi interventi che hanno portato all’arresto di quattro persone per furto e tentato furto, oltre a due arresti per spaccio di sostanze stupefacenti. Inoltre, sono state installate oltre mille telecamere proprio per monitorare al meglio l’intera zona»
Nello specifico Gambino ricorda che «da gennaio 2024 sono stati effettuati 1622 interventi per disturbo della quiete pubblica, di cui 204 nel centro storico; sono state emesse 126 sanzioni in tutta Genova, di cui 30 nei vicoli e 27 ammonimenti di cui 2 nel centro storico».
Gambino difende l’operato degli agenti che lavorano ogni giorno per mantenere l’ordine in tutta la città, anche nei quartieri più belli, come quello in cui vive il professor Bassetti «perché le regole valgono per tutti, ragazzini compresi».
«La sicurezza è un diritto dei cittadini e la Polizia Locale continuerà a lavorare con impegno per garantirla in tutta Genova – conclude l’assessore -. Quindi tranquillizzo Bassetti: non serve cambiare città, ma forse ammettere che talvolta, anche senza cattiva fede, si può sbagliare e che chiunque, facendo parte di una comunità equa, possa essere per questo ammonito».


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